Il “mattarellum” per molti un oggetto misterioso.
nota di Luigi Ferone
L’indignazione che è stata espressa da più parti per la bocciatura, da parte della Corte Costituzionale, del referendum sulla legge elettorale, come già abbiamo evidenziato nel nostro specifico comunicato, è legittima ma non giustifica le critiche e gli attacchi alla Consulta.
Chi doveva giudicare ha fatto solo il proprio dovere e se bocciatura vi è stata, vi sono, indubbiamente, dei validi motivi.
Senza ipocrisie, pur avendo sottoscritto la richiesta di referendum, dico che l’inconveniente vero di tutta l’operazione sarebbe stato il possibile reintegro del cosiddetto “mattarellum” che prevede l’elezione dei ¾ dei parlamentari eletti a turno unico, con un sistema maggioritario a collegi, in sintesi, ogni partito o coalizione presenta un solo candidato e fra tutti i candidati quello che ha più voti veniva eletto.
Il restante 25% veniva eletto con il sistema proporzionale alla Camera, con uno sbarramento del 4% e con il recupero del più votato fra i non eletti nei collegi al Senato.
Come si vede, al di là delle chiacchiere e degli sbraitamenti, il “mattarellum” assomiglia molto al “porcellum”. Perché? È presto detto.
Tranne il 25% dei parlamentari eletti alla Camera con il sistema proporzionale, per gli altri vi sono candidature uniche imposte da partiti e coalizioni, quindi l’elettore che era del partito X o appoggiava la coalizione Y doveva solo limitarsi a mettere la croce sul simbolo di quel partito o coalizione, il nome del candidato era già stampato a fianco del simbolo perché, si ripete, il candidato era uno solo. Quale scelta poteva fare? Poteva votare, come adesso per un partito o per un altro ma sempre, come per i collegi uninominali, i candidati erano scelti dalle segreteria dei partiti e quindi l’eletto era espressione non del voto diretto del cittadino ma della volontà di questa o quella segreteria.
Anche adesso, con il “porcellum” si vota il simbolo e vengono eletti i primi, in ordine di lista, in relazione ai seggi ottenuti dal simbolo, in relazione ai voti riportati.
Nello specifico, nessuna preferenza nel “porcellum”, nessuna preferenza nel “mattarellum”, tranne che nella piccolissima quota proporzionale.
Ecco allora, come abbiamo già detto, la nostra proposta, semplice e chiara: introdurre le preferenze nell’attuale legge elettorale, procedere a qualche aggiustamento tecnico e il tanto vituperato “porcellum” diventa una legge più che accettabile che va incontro al volere di oltre 1 milione di italiani che hanno sottoscritto i quesiti referendari.
Vogliamo anche sottolineare che le leggi elettorali, per essere accettate da tutti, devono comunque vedere il concorso di tutti, in sintesi, tanto per essere chiari, non devono essere il frutto del volere di “tre amici al bar”.